Trieste, 18 settembre 2026
La misura del tempo, con gli Orologi pubblici chiamati a regolare la vita di comunità, il commercio, la navigazione e le comunicazioni ebbe un ruolo basilare nello sviluppo emporiale di Trieste fra il Sette e l’Ottocento. In tale contesto, al pari di molte città costiere dell’Adriatico, trovarono spazi di mercato molti manufatti di origine pesarina, apprezzati per affidabilità costruttiva e favorevoli condizioni di fornitura.
Su questi presupposti, il CCA di Trieste proponeva ad AOP nella primavera 2025, anno celebrativo per i 300 anni dalla fondazione della fabbrica artigiana F.lli Solari di Pesariis, di collaborare per la parte scientifica nell’organizzazione di una manifestazione divulgativa ad ampio spettro, giunta a realizzazione il 18 settembre 2026 con l’evento pubblico intitolato “Il Tempo, nella storia e nell’arte”.
Ospitato nella Sala Maggiore del palazzo della Borsa, sede di Trieste della Camera di Commercio Venezia Giulia, l’evento ha riscosso vivo interesse e richiamato un’ampia partecipazione di pubblico e di esperti.
E’ stato introdotto da un saluto istituzionale del prof. Paolo Battaglini (presidente del prestigioso Circolo culturale triestino), da un saluto a nome di Antonio Paoletti (presidente della Camera di Commercio) e dalla prolusione di Rosa Maria Solari in qualità di presidente di AOP.
“Siamo grati al Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste per l’ attenzione posta alla storia orologiaia pesarina attraverso un convegno multidisciplinare sul tempo e gli strumenti che l’ hanno misurato in una città, come Trieste.
La ricerca sugli orologi pubblici del capoluogo rappresenta una tappa importante nell’ambito dell’obiettivo di valorizzazione complessiva degli orologi storici del territorio regionale, perseguito dalla nostra Associazione.
Fa emergere uno spaccato delle relazioni che si sono intrecciate tra il borgo di Pesariis e l’Europa , grazie ai suoi fabbricatori di orologi, fin dal 1700.
Figure che hanno saputo confrontarsi con importanti orologiai tedeschi e austriaci dell’epoca e sviluppare i loro commerci da Trieste alla costa adriatica, a partire dai Capellari nel 1700, per poi proseguire con i Solari nel 1800.
Le relazioni intessute poi dai fratelli Solari, nella figura di Giovanni Battista con gli imprenditori triestini del porto, hanno favorito il contatto con le innovazioni tecnologiche dell’epoca permettendo alla fabbrica di Pesariis, attraverso le prime macchine utensili fatte costruire a Trieste , il passaggio dall’artigianato alla protoindustria” .
La parte artistica del workshop si è articolata nelle riflessioni di Maria Cristina Benussi su "Il Tempo nella Letteratura", di Margherita Canale su "Il Tempo nella Musica" e di Massimo De Grassi su "Il Tempo nell'arte figurativa".
È seguita la sessione storico-economica, incentrata sul ruolo avuto dall'orologio pubblico nello sviluppo commerciale e marittimo di Trieste fra il Sette e l’Ottocento. Il tema "L'orologio pubblico nello sviluppo emporiale di Trieste", alla luce di approfondite ricerche d’archivio svolte da AOP nei mesi precedenti, è stato illustrato sotto l'aspetto storico-economico dal responsabile scientifico Stefano Solari. Sugli aspetti tecnici e costruttivi dei manufatti è intervenuto il responsabile culturale Alceo Solari, con l’ausilio di un video prodotto appositamente per l’occasione dal regista Alessio Bozzer.
Questi saggi sono contenuti nel nuovo volume della collana AOP, che sarà disponibile sia in formato digitale, che pubblicato a stampa in collaborazione col CCA secondo gli accordi partenariali.
Il convegno del 18 settembre è proseguito con la proiezione del documentario "Il Tempo della Serenissima. Orologi da torre nell'Istro-veneto e in Dalmazia", terzo capitolo di un progetto transfrontaliero curato da Franco Rota insieme alla Comunità degli Italiani di Parenzo, con il sostegno della Regione del Veneto. Nei commenti si è fatto cenno alle prime iniziative realizzate nelle regioni franco-svizzere per il riconoscimento dell'orologeria storica quale patrimonio UNESCO, cui stanno facendo seguito analoghe azioni ora allo studio nelle regioni adriatiche.
La manifestazione Il Tempo, nella storia e nell’arte, inserita nel progetto annuale di divulgazione umanistica 2025 del CCA sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da un contributo delle Fondazioni Casali, comprende pure una mostra itinerante.
I contenuti iconografici e didascalici dei sei pannelli, messi a punto da AOP, tratteggiano i dati più significativi degli antichi orologi pubblici di Trieste: dal più antico manufatto del Mandracchio risalente al 1747 all’orologio della Borsa (1816), a quello del Municipio (1875), per proseguire con i quadranti delle Poste, delle Ferrovie, della Stazione Marittima e della Torretta di Miramare (quest’ultimo restaurato nel 2020 grazie a un intervento della Fondazione CRTrieste).
La mostra, intitolata “Trieste dal 1700 al 1900 raccontata attraverso i suoi orologi pubblici” è stata allestita e aperta al pubblico nell’atrio del palazzo della Borsa a Trieste dal 10 settembre al 9 ottobre 2026. Successivamente, da ottobre a dicembre 2026, è destinata a essere ospitata, in collaborazione con AOP e d’intesa con gli enti locali interessati, nel Museo dell’Orologeria a Pesariis, nel Museo Carnico delle Arti Popolari “M. Gortani” a Tolmezzo e infine nel Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale ad Aiello del Friuli.
(F. Rota)
Un fermo-immagine del servizio televisivo sulla manifestazione, realizzato da TV Capodistria (podcast disponibile al link: https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175250733?s=tv_ita ).
10 settembre - 9 ottobre 2026
La MOSTRA aperta al pubblico nel Palazzo della Borsa a Trieste
PDF dei pannelli esposti alla mostra
Testi didascalici della mostra
Per saperne di più vedi SITO CCA
www.circoloculturaeartits.org: Il Tempo, nella storia e nell'arte

















