Attività

Pesaris, 1-2 agosto 2026

5° ciclo - La cura e la valorizzazione del patrimonio orologiaio - Esperienze a confronto

Conferenze-incontro annuali in dialogo con la Comunità di vallata

Le conferenze incontro annuali sono state concepite come dialoghi con testimoni incontrati da AOP nell'attività di studio, ricerca, divulgazione. Vogliono restituire, almeno in parte, quanto raccolto attraverso la tessitura di relazioni con chi è stato parte della storia orologiaia e chi la sta valorizzando oggi in Friuli, in altre regioni d'Italia, fino in Istria e Dalmazia.

Il programma 2026 fa riferimento al nuovo Progetto Divulgazione, candidato a finanziamento regionale.
Tra gli obiettivi quello di coinvolgere Comunità della regione interessate a valorizzare un manufatto, l’orologio da torre, che ha caratterizzato per ben 290 anni l’attività manifatturiera pesarina: dal 1680, primo orologio artigianale di Clauzetto, fino agli anni 1970, quando la F.lli Solari ha interrotto tale produzione.
Nel contesto del progetto esso è presentato come “patrimonio di eccellenza dell’artigianato tradizionale, da divulgare”. Parla di “ingegno, competenza, sacrificio”, cultura da trasmettere e competenza da valorizzare anche nella prospettiva del riconoscimento UNESCO.

Progetto in sinergia con le Comunità e le Istituzioni dell’Istro-Veneto e delle Marche, attive in questo campo con nuove progettualità in essere.
In suddetta regione esiste la “Rete delle Città del Tempo delle Marche “, associazione che opera per la valorizzazione della cultura meccanica e degli antichi orologi marchigiani, promossa e coordinata dal Museo di Montefiore d’Asio.
Tra le possibili ricadute del progetto AOP, si intravvede la ripresa dell’attività di divulgazione, già fatta nel 2019 con la prima guida “La Via del Tempo”, edita dal Comune di Prato Carnico.

2026 08 01 Locandina 1000

1° AGOSTO 2026 - Sala Frazionale di Pesariis

GLI OROLOGI DA TORRE, CUSTODI DEL TEMPO DELLE COMUNITA’
in dialogo con le Comunità di Osais di Prato Carnico, di Mels di Colloredo di Monte Albano, di Sammardenchia di Tarcento, di Collalto di Tarcento.

Una serata resa possibile attraverso relazioni coltivate tra un appassionato di meccanismi, il prof. Renato Vidoni dell’Università di Udine, persona attiva nella valorizzazione dell’orologio storico della sua comunità, e un appassionato di orologi da torre, il socio Pino Solari, già imprenditore artigiano della ditta Lampor di Prato Carnico (anni 1975-2020,) assieme al fratello Vero. Competenza e passione artigianale trasmessa dal padre Tinut (facente parte della genealogia dei Solari orologiai), che figura tra le maestranze significative della F.lli Solari, nel reparto orologi da torre assieme a uno dei titoli dell’azienda, Alfeo Solari.

Coordina l’incontro Pino Solari, in qualità di membro esperto del gruppo di lavoro AOP sulla valorizzazione degli orologi storici, assieme ad Alceo, Roberto Solari e Maria Grazia Menegon.
Focus della serata è conoscerci, conoscere le varie comunità, condividere un’esperienza di “cura del proprio orologio da torre” da parte di 4 comunità, una in Valle e tre appartenenti alle zone terremotate del Friuli, che nel 2026 stanno celebrando i 50 anni dal sisma.

La serata, che vede la presenza di circa 70 persone, si apre con il benvenuto della presidente AOP, Rosa Maria Solari, la Sindaca Erica Gonano, il presidente dell’Amministrazione dei Beni Civici, Nini Roia.

Segue il messaggio della Presidente che introduce allo spirito dell’incontro.

“L’orologio meccanico è un manufatto che per secoli ha orientato e accompagnato l’uomo nei piccoli e grandi centri urbani.

In questa serata diamo voce a quattro comunità, una locale e tre del Friuli colpite dal terremoto. Recuperato e conservato con cura è stato di recente restaurato affinchè continuasse a vigilare sulle loro comunità, memoria di valori di civiltà, eredità da rispettare e con cui confrontarsi.
Sono manufatti che ci comunicano

  • lo spirito artigiano dell’uomo, esperto di meccanica;
  • la cultura dell’attività artigiana di un piccolo borgo alpino che da secoli si è confrontata con i cambiamenti tecnologici, tra tradizione e innovazione, processo presente nella storia della Carnia, terra di passaggio tra il Nord e l’Est Europa.

L’auspicio, che faccio mio, è quello che il prof. Gortani ha rivolto ai carnici in occasione dell’inaugurazione del museo etnografico di Tolmezzo: “E’ importante richiamare la storia dei manufatti custodi dell’anima e dello spirito di comunità dei popoli, quali documenti di civiltà da curare e salvare dall’incuria animandoli e tenendoli vivi”.

Seguono le ricche testimonianze delle Comunità di:

  • Sammardenchia di Tarcento con Renato Vidoni e Aldo Micco.
    Il progetto di recupero dell’orologio, attribuibile ai F.lli Solari (1870 con una spesa di 700 Lire), interamente realizzato in ferro forgiato, si inserisce in un progetto più ampio del “Troi de Memorie”, un percorso dove la vita del paese è raccontata attraverso preziose ceramiche decorate. E’ Aldo Micco il custode del vecchio orologio ora rimesso in funzione;
  • Collalto di Tarcento con Luciano Ferini, odontotecnico in pensione, che con tre mesi di paziente lavoro assistito dal fratello ha rimesso in funzione l’orologio del campanile della chiesa di S. Leonardo confessore. Coinvolgente il suo racconto che unisce “memorie di famiglia in Carnia” con la sua storia professionale di meccanico di precisione (artigiano di protesi) in un dialogo figurato con l’orologiaio autore del manufatto. L’orologio restaurato, costruito dai F.lli Solari nel 1895, sarà presentato come manufatto memoria del terremoto il 6/9/26, per poi essere musealizzato nelle sale parrocchiali;
  • Mels di Colloredo di Monte Albano con Vinicio Fornasiere, imparentato nella nostra valle per linea materna e con una infanzia in Svizzera nella cittadina di La Chaux-de-Fonds dove l’orologeria è stata riconosciuta patrimonio Unesco. Ricorda Luciano Moro, il paesano che vent’anni fa avvia il progetto di restauro dell’orologio, fermatosi a causa del terremoto alle ore 21 del 6 maggio del 1976.
    Lo accompagna la Sindaca della Comunità, Renza Baiutti, che ringrazia per la preziosa occasione di testimonianza offerta loro dalla nostra associazione;
  • Osais di Prato Carnico con il presidente dell’associazione “Amici di Osais” Piero Gennaro e i collaboratori Giacomino Troian, custode della Chiesa di S. Leonardo, capolavoro d’arte della vallata, e Claudio Solari, una vita da orologiaio, prima alla F.lli Solari di Pesariis e poi alla Solari di Udine.
    Testimoniano l’eredità ricevuta dallo storico sacrestano “il Muini di Osais” Severino Puntil, che per molti anni si è occupato della carica manuale e della manutenzione dell’orologio del campanile regolatore della vita della comunità. L’orologio, musealizzato e collocato nella piazzetta antistante la Chiesa, entrerà a far parte del nuovo Percorso dell’orologeria monumentale di recente sviluppato dal Comune di Prato Carnico.

Siamo grati alle Comunità che ci lasciano in dono, per allargare la condivisione, i bellissimi video-documentari che ben dicono cosa ha significato il “prendersi cura” del loro orologio da torre!

 

Renato Vidoni,
Aldo Micco
L’Orologio della Comunità di Sammardenchia di Tarcento
 
icona MOV Filmato Sammardenchia
Luciano Ferini L’Orologio della Comunità di Collalto di Tarcento
 
icona MOV Filmato di Collalto di Tarcento
Luciano Ferini Motivazioni e ricordi personali
Vinicio Fornasiere L'Orologio di Mels di Colloredo
 
icona MOV Filmato Mels di Colloredo
Piero Gennaro,
Claudio Solari,
Giacomino Troian
L’Orologio della Comunità di Osais

 

Renato Vidoni, Comunità di Sammardenchia
Renato Vidoni, Comunità di Sammardenchia
Luciano Ferini, Comunità di Collalto
Luciano Ferini, Comunità di Collalto
Renza Baiutti, Sindaca di Colloredo di Monte Albano
Renza Baiutti, Sindaca di Colloredo di Monte Albano
Vinicio Fornasiere, Comunità di Mel di Colloredo
Vinicio Fornasiere, Comunità di Mel di Colloredo
Piero Gennaro e Claudio Solari, Associazione Amici di Osais
Piero Gennaro e Claudio Solari, Associazione Amici di Osais
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Echi raccolti sull’incontro in sala Frazionale…

Un odontotecnico che ci fa rivivere la propria storia di famiglia (cultura carnica del conservare, fare le cose con cio che l’ambiente ci da), cultura dell’ingegno e della cura appresi in un borgo montano e portati a udine

E poi il dialogo tra due artigiani: l’odontotecnico e il fabbro orologiao, meccanica di precisione e poi l’arte della ceramica per raccontare un paese e il suo campanile. E poi la cittadinanza iatlo-svizzera di Vinicio e il sito Unesco di Lascefont con gli edifici a due piani: la casa sotto e la bottega sopra con ampi finestroni per lasciar passare la luce


2 AGOSTO 2026 - Museo dell’Orologeria

GLI OROLOGI a LETTURA DIRETTA, A SCATTO di CIFRE RIPRENDONO a FUNZIONARE
Un pomeriggio insieme al Museo con il restauratore friulano Luigi Di Benedetto. Lo accompagnano conoscitori, ex-orologiai, collezionisti.

Trenta circa i partecipanti del pomeriggio al Museo, con acceso gratuito concesso dal Comune, per favorire la conoscenza del patrimonio racchiuso nella rinnovata struttura culturale della valle. Tra questi anche un nonno e un nipote. Si tratta del giovane Filippo del Negro, appassionato degli orologi a palette, grazie al Laboratorio estivo fatto a Pesariis nell’estate 2025.
E’ la vicepresidente Margherita Solari a dare il benvenuto, assieme alla Sindaca Erica Gonano che ci accoglie nella nuova sala adibita a Biblioteca del penultimo piano.
L’incontro inizia con il contributo di Alceo Solari che fa una panoramica sulla collezione degli orologi a palette presenti al museo.
Si tratta di 21 orologi, tra F.lli Solari e Solari Udine, da poco fatti restaurare dal Comune attraverso la ditta Gontero di Pinerolo (Torino), che ora attendono di essere sincronizzati.
L’inventore è Remigo Solari, 7°generazione dei Solari orologiai, a partire dagli anni 1935-36 nello stabilimento di Pesariis, per poi proseguire dopo la guerra, in quello di Udine.

Gildo Solari, con il suo Dator 5, ne illustra il meccanismo, tra ruotismi, motore passo passo e palette.
Martino Quaglia di Pieria (Prato Carnico), benzinaio e collezionista in tempi non sospetti, dal 2015 conserva nella sua casa un piccolo museo con circa 30 manufatti. Racconta come il mondo dei collezionisti si stia modificando da quando il Cifra 3, ma non solo, è diventato un “manufatto di lusso” (da 250€ a 700€ di oggi), costoso e ricercato e i collezionisti, dalla passione, sono passati a diventare commercianti.

Di Benedetto, salito da Udine, con la sua ricca biografia professionale (di seguito allegata), dice di una competenza e di una passione che si sono modificate nel tempo, ruotando sempre attorno all’orologeria. Rappresenta oggi un riferimento importante e fidato in regione, quale restauratore di orologi a palette. La sua è una competenza che affonda le radici nelle due Solari. E poi, a seguire, Giacomino Gonano, ex- collega, formatore dei venditori Solari, che invita a non disperdere una competenza e una passione identitarie.

Da Pinerolo (Torino), in video conferenza, si presenta il giovane imprenditore artigiano Federico Gontero, che ha da poco concluso il lavoro di restauro degli orologi a palette della collezione museale, su incarico del Comune.
La passione per gli orologi a palette è nata quattordici anni fa sui banchi dell’università, dove si è laureato in design industriale, per poi apprendere le competenze in orologeria presso un artigiano di Pinerolo.
Da collezionista, con 500 orologi a scatto di cifre, è diventato imprenditore in rete con collaboratori capaci di usare le moderne tecnologie per produrre i “pezzi di ricambio”.

Chiude Elio Zuliani, 90 anni a settembre, il socio più anziano della compagine sociale di AOP, che fa ritorno a Pesariis, paese nativo di sua madre Vilma. Nato a Clavais dove risiedeva la famiglia Zuliani, all’età di 14 anni si è messo in viaggio per entrare, come garzone, nella Solari di Udine (allora F.O.I.S- Fabbrica Orologeria Industriale Solari).
La sua è una storia appassionata di un giovane apprendista e di una comunità di lavoro nata attorno alla figura dell‘ inventore Remigio.
I suoi sono racconti vivi, precisi, documentati nel Quaderno “Remigio Solari, Genio e Inventore”, appena edito, che illustra e mette a disposizione dei presenti. Elio conosce i testimoni presenti all’incontro, uno per uno e, nel contempo, rievoca i ricordi degli orologiai pesarini che non ci sono più.
E’ difficile chiudere i lavori del pomeriggio perché la pagina di storia sui vissuti giovanili si è fatta prepotente e capace di rappresentare “persone, una comunità di lavoro e i suoi manufatti”.
Sono passate da tempo le 18. Il Museo è già chiuso e noi siamo ancora dentro.

Luigi Di Benedetto I miei anni con il tempo tra le mani. Ricordi di vita e di passione
Echi raccolti sull’incontro in Museo…

Che stupore, ascoltare testimoni di un tempo, tutt’ora attivi /impegnati con il loro ingegno e passione.
E poi l’ardire del giovane Filippo che vuole apprendere, lasciarsi contagiare, respirare il clima, la cultura orologiaia.
Parlare di meccanismi ai profani è cosa ardua, più facile trasmettere passione e ingegno.

M.Pia

Amici dell’Orologeria Pesarina
Giovanni Battista e Remigio Solari - APS

33020 Prato Carnico, Frazione Pesariis 10/E - e-mail: info@orologeriapesarina.com
CF – 93022620301

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